Come levigare il legno: guida pratica e strumenti necessari

Una superficie lignea perfettamente liscia è ottima sia a livello estetico che a livello pratico. Infatti il legno levigato non è solo piacevole sia da vedere che da toccare ma è anche il punto di partenza essenziale per la verniciatura. Per questi motivi vediamo insieme come levigare il legno e quali attrezzi è consigliabile utilizzare.

Le strade che si possono intraprendere durante la lavorazione sono due: si può carteggiare a mano con carta vetro per legno e lime varie, o passare all'adozione degli elettroutensili. E qui è utile fare un po' di chiarezza per chi si sta affacciando al mondo della falegnameria. Ecco i vari strumenti per levigare il legno:

  • la levigatrice orbitale è ideale per le piccole superfici piane;
  • la levigatrice rotorbitale, grazie alla sua piastra (in gergo tecnico si chiama "platorello") circolare, è adatta sia per le superfici piane che per quelle ondulate. È lo strumento perfetto per chi non può permettersi vari tipi di levigatrici perché la rotorbitale si presta mediamente bene a tutte le fasi di levigatura;
  • la levigatrice a nastro è perfetta per trattare le superfici molto ampie, come un pavimento per esempio. Piccolo avvertimento: mentre usate questo utensile, fate attenzione alla sua accelerazione spontanea in avanti;
  • la levigatrice a delta si rende indispensabile se si vuole levigare quei punti difficili da raggiungere come angoli o crepe sottili.

 

Se ora vi state domandando "Quale strada scelgo?", la risposta dipende dalla precisione che volete raggiungere e dal tipo di oggetto in legno. in generale, se la superficie su cui si vuole lavorare è ampia si possono usare gli elettroutensili, se è piccola e irregolare, è meglio carteggiare a mano.
È chiaro che una cosa non esclude l'altra. Anzi, nella maggior parte dei casi, si lavora con gli alettroutensili dopo aver lavorato manualmente con la carta abrasiva.

Le 5 regole d'oro per levigare come si deve

Arrivati a questo punto è importante seguire sempre 5 regole d'oro da seguire:

  1. Scegliete l'attrezzo giusto
  2. Seguite sempre la direzione delle fibre del legno. Mai levigare trasversalmente perché si rischia di provocare delle rotture e scheggiature
  3. Assicuratevi che il legno sia completamente asciutto perché altrimenti si rischia di impastare tutto
  4. Lavorate in sicurezza: indossate sempre degli occhiali da lavoro per proteggere gli occhi da schegge volanti, delle maschere con filtri almeno A2P3R e delle cuffiette antirumore. Per saperne di più sulla sicurezza nella lavorazione del legno, ecco un articolo dedicato del nostro blog.
  5. Armatevi di pazienza! Levigare è noioso ma molto importante per la verniciatura e altri trattamenti.

 

Le tre fasi della levigatura del legno

1° FASE: La sgrossatura è la fase in cui si rimuovono le irregolarità più evidenti della superficie che si vuole lavorare. in genere si usa una una raspa a denti fini o una mola a lamelle abrasive. Si può anche usare un cilindro levigatore o una pialla se la quantità di legno da eliminare è considerevole. Attenzione quando si usa la pialla: è uno strumento che richiede una discreta esperienza d'uso e manualità.
Una volta ultimata la sgrossatura e prima di passare alla fase successiva, è importante passare un panno imbevuto di acqua o di un solvente apposito per rimuovere la resina e la polvere.

2° FASE: La lisciatura si rende necessaria solo se il legno in questione è duro (ulivo, mogano, frassino, acero) e si deve eseguire con lenti movimenti circolari e senza troppa pressione (un trucco per tenere d'occhio la pressione esercitata è disegnare sul platorello un punto con un pennarello indelebile. Provare per credere!). La lisciatura viene eseguita con una levigatrice a rotazione o a mano con della carta vetrata per legno. È  importante verificare che non ci siano tracce di ferro perché, se presente, può macchiare il legno.
In questa fase è fondamentale tenere sempre a mente che si tratta di un processo graduale con vari tipi di carta vetrata: si deve passare da quella più incisiva (quella a grana grossa 80, poi 120 e poi 180) a quella più leggera (a grana fine 220).

3° FASE: l'ultima fase è la finitura e si traduce negli ultimi ritocchi. Si leviga a mano con carta vetro a grana molto fine (250) e si toglie la polvere rimasta, preferibilmente con un getto d'aria compressa.

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